ITINERARI

Passo dopo passo nel novecento Ferrarese

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Ferrara non è soltanto Medioevo e Rinascimento. Percorrendo le strade del centro e i suoi viali puoi incontrare i segni di una città che, nel corso del Novecento, ha saputo interpretare idee nuove di architettura e di vita collettiva. Questo itinerario ti accompagna a piedi tra edifici, spazi e storie di un secolo che ha lasciato un’impronta concreta nel tessuto urbano, invitandoti a camminare (e a guardare) con curiosità.

E poi diciamolo: ormai quasi tutti proviamo ad arrivare al famoso obiettivo dei 10 000 passi al giorno. Ferrara, con il suo centro compatto e piacevole da esplorare, è perfetta per trasformare un obiettivo di salute in una scoperta autentica. Spesso è proprio camminando che si notano dettagli che in auto o in bici ci sfuggirebbero.

Acquedotto e mercato contadino

Parti dell'Acquedotto Monumentale (Piazza XXVI maggio), costruito tra il 1930 e il 1932 e pensato come terminale urbano scenografico di quell’espansione moderna della città. Alto quasi 40 metri, è uno dei simboli dell’architettura del Novecento a Ferrara: funzionale ma scenografico, domina il quartiere con la sua forma cilindrica e la fontana centrale che rappresenta il Po e i suoi affluenti.

Proprio nell’anello che circonda l’acquedotto, il giovedì mattina si svolge il mercato contadino, dove incontrare prodotti freschi e stagionali provenienti dall’area rurale intorno a Ferrara. Una tappa perfetta per un primo assaggio dell’esperienza locale.

Villa Melchiori

Prosegui verso Villa Melchiori (Viale Cavour, 184), uno dei migliori esempi di Liberty a Ferrara: progettata da Ciro Contini e inaugurata nel 1904, combina dettagli di gusto francese‑belga con gli spunti liberty tipici della stagione di transizione tra Otto e Novecento. La villa (privata), con il suo giardino, racconta l’incontro tra gusto borghese e sperimentazioni architettoniche dell’epoca.

Palazzo dell’Aeronautica

Pochi minuti dopo ti imbatti nel Palazzo dell’Aeronautica, (Viale Cavour, 118) costruito tra il 1935 e il 1937 su progetto di Giorgio Gandini e con la direzione dei lavori di Carlo Savonuzzi. Sebbene normalmente non aperto al pubblico, l’esterno è un punto di riferimento per chi ama l’architettura novecento Ferrara: razionalismo, prospettiva e dettagli geometrici lo rendono un elemento importante nel percorso urbano moderno della città.

Palazzo delle Poste

Sempre su Viale Cavour si trova il Palazzo delle Poste e Telegrafi, edificato tra il 1927 e il 1929 su progetto di Angiolo Mazzoni e inaugurato nel 1930. È uno dei classici esempi di architettura pubblica italiana del periodo: linee pulite, materiali nobili e un’eleganza sobria che ancora oggi raccontano l’ambizione di modernità di quell’epoca.

Camera di Commercio

Progettata dall’architetto Savonuzzi Boari tra il 1928 e il 1929, sorge sull’area dove un tempo si trovava il primo cinema della città, l’Edison, e si distingue per un linguaggio che richiama la classicità cinquecentesca. L’edificio si sviluppa su due livelli. Il portale d’ingresso, incorniciato da quattro colonne che sorreggono il balcone superiore, è impreziosito da due figure plastiche: le allegorie del Po e del Reno, chiaro riferimento al territorio ferrarese. L’insieme comunica solidità, misura e un legame simbolico con le risorse del territorio, valori fondamentali per un’istituzione economica pubblica.

Il Quadrivio Novecentista

Procedendo verso l’interno del centro, si incontra il Quadrivio Novecentista, uno degli esempi più evidenti dell’intervento architettonico del regime fascista a Ferrara. Al centro trovi la Scuola elementare Alda Costa, realizzata tra il 1932 e il 1933 su progetto di Carlo Savonuzzi. All’epoca era intitolata a Umberto I: è un edificio razionalista essenziale, compatto e funzionale, pensato per un’istruzione accessibile e moderna. Accanto si sviluppano gli altri poli del quadrivio: la musica, rappresentata dal Conservatorio Girolamo Frescobaldi con il suo auditorium; le scienze, nell’ex Istituto di Storia Naturale, oggi Museo di Storia Naturale; e l’ambito del tempo libero, affidato al Dopolavoro Provinciale Fascista, ora Complesso Boldini, sede di eventi, cinema e attività culturali.
Un angolo della città che racconta, attraverso gli edifici, l’ideologia e la visione sociale del periodo tra le due guerre.

Spazio Antonioni

L’ultima tappa è lo Spazio Antonioni, nuovo museo dedicato a Michelangelo Antonioni, inaugurato nel 2024 nello spazio dell’ex Padiglione d’Arte Contemporanea di Palazzo Massari e destinato a mettere in scena parte dei 47 000 oggetti, documenti e materiali del regista. Il percorso espositivo si sviluppa in ambienti pensati per evocare le atmosfere di Antonioni e racconta le stagioni del cinema del Novecento attraverso immagini, pellicole, sceneggiature e materiali originali.

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