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Sulle tracce della Ferrara ebraica

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La comunità ebraica di Ferrara ha origini antichissime e la città conserva numerose testimonianze della sua storia: dal periodo di massima fioritura sotto la protezione gli Estensi a quello della segregazione nel quartiere del 'ghetto' durante il dominio pontificio e l'epoca fascista.

Una visita a Ferrara è un'occasione perfetta per riscoprire la storia e le tradizioni di questa comunità: il modo di interagire con la città in diversi periodi storici, i luoghi che ne custodiscono la memoria ma anche i luoghi che oggi ne rappresentano la vita.

Scopriamo insieme la Ferrara ebraica:

Le Sinagoghe e il Museo Ebraico nella storia e nel presente

La visita alle sinagoghe di Via Mazzini introduce nell'area del "Ghetto" che occupava le zone attorno a Via Vittoria e Via Vignatagliata. La facciata non si distinguerebbe dalle altre case circostanti se non fosse per le lapidi commemorative. All'interno dell'edificio delle Sinagoghe, si trova una raccolta di oggetti liturgici, arredi settecenteschi e documenti a stampa con opere del celebre Isacco Lampronti, medico e teologo vissuto tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento.

Per le vie del Ghetto

Il quartiere ebraico è ora immerso nella tranquillità della Ferrara Medievale. In Via Vignatagliata un'iscrizione segnala la piccola scuola che accolse gli studenti ebrei dopo il 1938. Le case sono semplici e si addossano le une alle altre con un disordine garbato; l'acciottolato delle vie strette si accompagna all'immancabile cotto, tipico materiale della città.

Il Cimitero Ebraico, il luogo della memoria

Il Cimitero Ebraico è inserito entro le Mura e confina con quello cristiano della Certosa (accesso da Via delle Vigne presso la casa del custode). E' un ampio giardino inondato ovunque dai prati. Qui Giorgio Bassani ora riposa.

Il Cimitero Levantino di Via Arianuova testimonia la presenza della raffinata e colta comunità Sefardita che arrivò a Ferrara nel 1492 su invito di Ercole I d'Este (visibile solo dall'esterno).

Museo nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah - MEIS

Il luogo scelto come sede del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah è il complesso delle ex-carceri cittadine di via Piangipane, costruito nel 1912 e dismesso nel 1992, nella zona sud-ovest della città. A guidare questa scelta è stata la volontà di recuperare per la città un luogo di segregazione e di esclusione e rendere aperto e frequentato uno spazio di emarginazione, collocato a breve distanza dall’area dell’ex ghetto di Ferrara. La sfida è quella di essere un luogo accessibile a tutti, fruibile ad ogni età, senza alcuna distinzione di genere, etnia, religione.