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Mura di Ferrara

Ben nove chilometri di mura abbracciano Ferrara quasi completamente costituendo uno dei circuiti più completi e variegati del nostro Paese. Un anello che rappresenta egregiamente i periodi più significativi dell’architettura militare italiana, oggi immerso nel verde dei terrapieni e del vallo.

Studiate e ammirate anche dal grande Michelangelo, le imponenti mura cittadine testimoniano l’importante passato di Ferrara e sono oggi un luogo d’incontro perfetto per rilassanti passeggiate o per lo sport all’aria aperta. 

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Mura di Ferrara - Cenni Storici

Le mura di Ferrara hanno una lunga e tortuosa storia. La loro costruzione è avvenuta in diverse fasi: la porzione settentrionale è stata in gran parte edificata tra il 1493 e il 1505 nell’ambito della realizzazione dell’Addizione Erculea, progetto di Biagio Rossetti; il tratto orientale fu commissionato da Alfonso I d’Este, tra il 1512 e il 1518. 

La punta più a sud della cinta muraria ospita Porta Paola, ora Centro di Documentazione sulle Mura, progettata da Giovan Battista Aleotti e costruita nel 1612 dopo il passaggio di Ferrara allo Stato Pontificio. Dalla sfarzosa porta, il tratto di mura che conduce verso ovest è quello che ha subito le trasformazioni più significative. Seguendo il percorso alberato si incontrano due bastioni che furono parte di una grandiosa fortezza pentagonale, oggi non più esistente, voluta dalla nuova amministrazione papale.  

Nel XIX secolo le mura persero la loro funzione militare per diventare semplice cinta daziaria. Un repentino degrado, dovuto alla mancanza di manutenzione e all'occupazione impropria degli spazi, permise alla natura di riprendere i suoi spazi: le mura vennero presto oscurate dalla vegetazione incolta. Le grandi guerre di inizio Novecento accentuarono i danni alla cinta muraria così come alcuni interventi di ‘modernizzazione’ urbanistica.

Già dagli anni ‘50, personalità del calibro di Bruno Zevi e Giorgio Bassani si espressero in favore del restauro e della conservazione delle preziose mura. Bisogna attendere gli anni ‘70 però per i primi interventi concreti in ottica di valorizzazione dell’area, dopo una serie di studi ed approfondimenti. L’obiettivo era quello di collegare alla città l’area del quartiere Barco e del fiume Po attraverso spazi verdi e ben curati, accontentando i cittadini con la cosiddetta Addizione Verde, sull’impronta delle Addizioni cittadine che precedentemente erano intervenute sull’urbanistica. Così, alla fine del 1987, fu varato il grande progetto comunale “per il  restauro, recupero e valorizzazione delle Mura e del sistema culturale - museale della città”, guidato da Romeo Ballardini. Il “Progetto Mura” è anche oggi considerato il fulcro della ridefinizione urbanistica contemporanea della città. Parte del progetto anche la riqualificazione dell’area esterna adiacente la cinta, quello che oggi i ferraresi chiamano ‘il sottomura’: un sentiero che supera di un chilometro la lunghezza delle mura, illuminato e curato, oggi complice dei più duri allenamenti sportivi, ma anche delle più rilassanti e rinfrescanti passeggiate in città.

Forse non sapevi che...

UN PICCOLO PARADISO ESOTICO. Nell’antichità, il percorso della fortificazione nascondeva un piccolo paradiso esotico, ben curato dalla famiglia Estense, accanto ad una Delizia di caccia che oggi è detta Bagni Ducali e si trova ai piedi della ‘montagna’ più alta della città, il Montagnone. Oggi, nell’area verde sotto al Montagnone si svolgono diversi eventi culturali e ricreativi durante l’anno.