ITINERARI

Ferrara città del '900

FERRARA CITTÀ DEL ‘900

Ferrara è molto di più che un’ incantevole città medievale: tra le sue strade vi sono testimonianze di rilievo di diversi periodi storici. Tra questi assume una rilevanza particolare il ‘900, un secolo che ha segnato un distacco netto tra il mondo moderno e quello contemporaneo. Durante il secolo scorso da Ferrara sono transitate situazioni e personaggi degni di nota, artisti unici nel suo genere, intellettuali e politici. Figure che si sono legate indissolubilmente con la città e la sua storia hanno contribuito alla città e hanno lasciato un segno.

Questo itinerario è pensato per chi desidera scoprire la storia della città, approcciando ad una storia ferrarese probabilmente meno conosciuta, ma non per questo meno rilevante!

1 Quadrivio di via Boldini, De Pisis, Mentessi, Previati

Largo Antonioni è il cuore del cosiddetto “Quadrilatero Novecentista” ferrarese, denominato anche “Quartiere razionalista” o “Quadrivio del Novecento”. Come d’uso nella concezione razionalista, quest’area è stata concepita per riunire i principali ambiti di impegno del regime fascista a favore della cittadinanza. Nel 2012 è stato intitolato al celebre regista come omaggio della sua città nel centenario della nascita.

2 Complesso Boldini

C. Savonuzzi (1935-1939)

La costruzione avvenne sull’area precedentemente occupata dalla parte più occidentale della Sala di degenza maschile dell’Ospedale Sant’Anna, fondato nel 1443 e ampliato nei secoli seguenti. Resti del preesistente ospedale si mantengono nelle cosiddette “Grotte del Boldini”: cantine quattrocentesche con volte a crociera tuttora visibili e utilizzate per iniziative culturali.

3 Conservatorio di Musica “G. Frescobaldi”

C. Savonuzzi (1935-1937)

Fu costruito riutilizzando precedenti strutture edilizie appartenenti all’antico ospedale Sant’Anna. La grande sala da concerto fu impostata sul volume e sull’impianto planimetrico dell’antica chiesa di Sant’Anna, della quale, sull’omonima piazzetta, mantiene l’antica facciata con scalea e pronao, dove si conserva anche la cella di Torquato Tasso.

4 Museo di Storia Naturale

C. Savonuzzi, 1935-1937

Il fronte principale del Museo di Storia Naturale è costituito da un portale in pietra grigia, che nonostante la semplificazione stilistica, tipicamente novecentista, rimanda ai classici portali compositi, comprendenti il grande portone d’ingresso sormontato da un balcone a cui si accede dalla grande finestratura soprastante.

5 Scuola primaria statale “Alda Costa”

C. Savonuzzi (1932-1933)

La scuola, assieme agli altri edifici del cosiddetto quartiere razionalista, sorge all’inizio degli anni ’30, dalla necessità di riqualificare l’area dell’ex ospedale cittadino. L’intitolazione originaria al “re buono” Umberto I fu mantenuta fino al secondo dopoguerra, quando mutò in “Alda Costa”, quale omaggio alla celebre dirigente e insegnante antifascista. Caratteristica è la torre scanalata, alta 37 metri, che costituisce il punto terminale dell’asse prospettico di via Giovanni Boldini.

6 Palazzo delle Assicurazioni Generali

F. Forlati, A. Berlese (1925-1926)

Alla committenza e ai progettisti si deve il carattere “veneteggiante” che contraddistingue questo imponente edificio che mostra il leone di Venezia assieme al simbolo delle Generali che campeggia tra il grande portone d’ingresso e il balcone d’angolo. Sono presenti il bugnato in pietra calcarea di Vicenza e aperti riferimenti neopalladiani, con aperture quasi art déco, come nelle decorazioni in ferro battuto della scala interna.

7 Torre della Vittoria

G. Savonuzzi, 1925-1928

Fortemente voluta da Italo Balbo, fondatore del Fascio ferrarese, è il rifacimento di quella preesistente crollata in parte nel terremoto nel XVI secolo. Per la sua costruzione fu promossa una sottoscrizione pubblica. La Torre di stile neomedievale è alta 57 metri. Sulla sommità fu posta la campana, ottenuta dalla fusione dei bronzi dei cannoni austriaci. Sostenuta da sei aquile, la decorano gli stemmi del Comune e del Fascio, l’iscrizione celebrativa «Mentem sanctam, spontaneam Honorem Deo et Patriae liberationem» e le immagini dei protettori di Ferrara, San Giorgio e San Maurelio. Nella parte inferiore della Torre si apre un sacrario dedicato ai ferraresi caduti nella I guerra mondiale.

8 Camera di Commercio

S. Boari (1928-1929)

Progettato sull’area precedentemente occupata dal primo cinema della città, l’Edison. Si sviluppa su due livelli. L’ingresso è ulteriormente evidenziato da quattro colonne che reggono il balcone al primo piano, il cui portale è arricchito, all’intorno, da figure plastiche: si tratta delle allegorie dei fiumi Po e Reno. Il rimando complessivo è dunque ai modelli della classicità cinquecentesca.

9 Ex Palazzo INA

G. Cipriani, F. Forlati, Machin (1934)

L’edificio all’esterno presenta un felice connubio di materiali affiancando il laterizio locale a pietra al “ceppo policromo” del lago d’Iseo. All’interno si distingue per razionalità e comfort, oltre che per il piano estetico: ogni dettaglio fu curato sia sul piano funzionale che decorativo, influendo nella scelta dei materiali come delle forme.

10 Palazzo delle Poste

A. Mazzoni (1927-1929)

È uno degli edifici più interessanti della Ferrara novecentesca, nonostante all’inaugurazione sia stato accusato di esser stato calato nel contesto pesantemente e senza inserirsi nella tradizione architettonica e decorativa locale. Importante polo urbano, l’edificio eccelle, oltre che sul piano architettonico, anche in tutti i suoi elementi decorativi, dagli alti lampioni metallici “alla veneziana”, che segnalano gli ingressi principali, alle decorazioni musive bicromatiche delle pavimentazioni interne.

11 Ville liberty di Ciro Contini

Villa Melchiorri (1904)

Fu il primo dei villini residenziali sul nuovo viale Cavour. È caratterizzato dall’elemento ornamentale e in particolare dal motivo del cerchio, che domina nell’ingresso, assieme a quello floreale presenti anche nella cancellata in ferro battuto.

Villa Amalia (1905)

L’edificio è espressione di un’estetica eclettica, caratteristica dell’età umbertina. Il nome riprende quello di Amalia Torri, moglie del committente. La Villa si distingue per raffinatezza decorativa, grazie all’accostamento di materiali diversi, come stucco, ferro, ceramica.

Villa Masieri Finotti (1907-1908)

Commissionata da Teresa Masieri, sin dalla facciata rivela la propria adesione allo Jugendstil mitteleuropeo, tramite l’accostamento di materiali diversi e le decorazioni fitomorfe.

12 Palazzo dell’Aeronautica

G. Gandini, 1935-1937

L’edificio dal carattere razionalista, voluto da Italo Balbo, è uno dei principali edifici del rinnovamento novecentesco di Ferrara. Tra gli elementi caratterizzanti è la collocazione dell’accesso principale sull’angolo dell’incrocio tra viale Cavour e via Ariosto. È proprio quell’angolo, arrotondato, il perno dell’intero edificio. Privo di un’unica vera e propria facciata di rappresentanza, il Palazzo è stato concepito per essere visto in prospettiva da viale Cavour, vera e propria vetrina della Ferrara moderna.

13 Ex Casa del Fascio

G. Gandini (1928-1930)

La Casa del Fascio fu inaugurata il 23 febbraio 1931 alla presenza di Italo Balbo, del podestà Renzo Ravenna e delle più alte autorità locali. Complessivamente comprendeva in origine oltre cento stanze, elevandosi sino a 17 metri d’altezza e sviluppandosi con una pianta a corte, con un corpo centrale, destinato a sede principale del Partito fascista, e due ali laterali, riservate ai sindacati operai e degli agricoltori.

14 Scuola primaria statale “Mario Poledrelli”

G. Savonuzzi (1928)

L’edificio mostra un aspetto armonioso e rigoroso. Nasce a uso scolastico, destinazione che ha mantenuto nel tempo sino a oggi. La facciata presenta evidenti richiami alla tradizione ferrarese, nei materiali come nelle forme, tanto da far ascrivere lo stabile a quello stile ibrido locale di inizio Novecento, detto “neo-estense”.

15 Acquedotto monumentale

C. Savonuzzi (1930-1932)

Come la torre della scuola “Alda Costa”, l’acquedotto è alto 37 metri, quasi interamente in cemento armato e, nonostante dimensioni e materiali, mostra un certo slancio e ariosità, distinguendosi subito a livello nazionale tra le opere dell’epoca. È completato dalla statua-fontana Il Po e i suoi affluenti (A. Minerbi) che riprende uno dei miti fondativi della città e del suo territorio, ovvero quello di Fetonte e delle Eliadi, cui si richiamano anche i pioppi circostanti.